Pitecus di Antonio Rezza e Flavia Mastrella

Va in scena il 13 Settembre alle 21:30 ad Ortezzano, in piazza della Libertà, lo spettacolo conclusivo del Festival dei Geni e dei Folli, “Pitecus”, di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, vincitori del Leone d’Oro alla Carriera per il Teatro alla Biennale di Venezia 2018.

Lo spettacolo espone storie di personaggi diversi, ognuno dei quali ha il proprio habitat. Ogni situazione analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un’occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali.

Pitecus racconta di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive: ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, si appiattiscono. I personaggi sono brutti sia dentro che fuori, sprigionano qualunquismo, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche.

Questi quadri di scena mischiano colori, forme, movimento e parole: l’uso dei materiali si rifà all’arte povera, teste spigolose fingono ragionamenti razionali, spicchi di volto incattiviscono somatismi già di per sé malvagi e corruttibili. I colori a tinte piatte, gialli, verdi, azzurri, rossi, riportano al mondo dell’infanzia, alle costruzioni, ai giocattoli di legno, alle macchie di Rorschach. La stoffa avvolge i personaggi completandoli: juta, seta, cotone, sintetici, e perfino la plastica, li rendono opachi o scintillanti. Parti di corpo che aggrediscono parti di realtà, porzioni di arti che inveiscono contro la narcosi che sembra fare scempio di uomini e desideri, parole tronche che inneggiano alla libera immaginazione: non è stato inventato tutto, non tutto è stato enunciato, le parole sono infinite ed infinite le combinazioni, chi vuole farci credere che non c’è più nulla da scoprire è il primo nemico da combattere.

Con Pitecus Antonio Rezza e Flavia Mastrella danno così uno schiaffo a quella cultura dell’assopimento e della quiescenza creativa, che attanaglia la vita di tutti i giorni. «Uno spettacolo divertente ed irriverente» così lo definisce Stefania Saltarelli, referente dello spettacolo «carico di humor che fa riflettere. È uno spettacolo di repertorio, ideato nel 95, ma che risulta attualissimo per le tematiche che affronta».

La storia artistica di Antonio Rezza e Flavia Mastrella comincia nel 1987, anno dal quale i due artisti hanno realizzato tredici opere teatrali, i cui estratti, nel corso degli anni, sono stati trasmessi sulle reti tv più importanti, nazionali e non. Una produzione artistica che attraversa il teatro e passa obbligatoriamente per il cinema e l’editoria e che li porta a partecipare a numerosi festival e conquistare diversi premi. Già vincitori del Leone d’Oro alla Carriera per il Teatro nel 2018, il duo Rezza Mastrella è attualmente alla 77°esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il film Samp.