VIAGGIO IN INDIA – DEBORA NEGRO

COSI’…… COME L’HO VISSUTO….. Mi è stato chiesto diverse volte, perché? Come mai hai deciso di fare questo viaggio? Ad essere sincera non lo so che cosa mi ha spinta a prendere l’aereo e partire, a fare un viaggio così lungo, proprio io che non avevo mai volato. So di certo che appena ho saputo che era stato organizzato ho detto: “ok, ci sarò anch’io! Forse a farmi decidere è stata la curiosità di conoscere la magia che un viaggio del genere ti può dare, diverse volte ho sentito i racconti dei viaggi degli altri…… mi dicevano di esperienze bellissime, viaggi che prima o poi tutti dovrebbero fare, un’altra realtà, una situazione che ti cambia qualcosa dentro anche per la semplicità e la ricchezza con la quale riescono a vivere la vita queste persone, nonostante siano molto più disagiate di noi. Credo sia stata  la curiosità di vivere per alcuni giorni tutto questo, che mi ha fatto prendere l’aereo il 12 Marzo 2006. L’entusiasmo era così grande affiancato dalla sensazione di tranquillità di essere accompagnata in questa avventura da persone molto care… non avevo nessun tipo di preoccupazione. Così dopo tantissime ore di volo atterro a Nuova Delhi, già in aeroporto si respira un’aria diversa. Per come io l’ho vissuta, l’India rappresenta un mondo a parte. A mio avviso rappresenta il paese degli estremi: l’eleganza delle donne così curate e delicate nei loro abiti molto colorati arricchiti da decorazioni, che passeggiano nelle strade sporche e polverose con grande naturalezza, il cattivo odore degli escrementi degli animali, in particolare quelli delle mucche, quest’ultime considerate sacre che passeggiano tranquille per i mercati come fossero parte della popolazione, il profumo delle frittelle di patate cotte sulla piastra e servite in una semplice ciotola ricavata da due grandi foglie, i dispetti delle scimmiette che gironzolano libere, la felicità dei ragazzi nel farsi scattare una foto, il camminare sul fango ai bordi delle strade, i pavimenti puliti dei templi su cui tutti camminano scalzi, i clacson delle macchine che suonano in continuazione, i canti, le dolci musiche di chi svolge i riti sacri, il viso scuro delle persone e dei bambini in contrasto con i loro denti bianchi, il sole nei loro occhi quando sorridono……. ti ritrovi a vivere tutto questo come fossi uno di loro, senza alcuna discriminazione o differenza tra gli stranieri e chi si ritrova a dover camminare utilizzando le ginocchia perché non può usare completamente le gambe. Certamente ci vuole un po’ di spirito di adattamento per noi che siamo abituati a vivere con tutte le nostre comodità e i nostri confort, lì ci si sporca i piedi perché le strade sono polverose, le cucine dei posti in cui si mangia non sono il massimo, anche gli alberghi non presentano una pulizia ed un lusso che caratterizza le nostre strutture, tuttavia dobbiamo ritenerci molto fortunati nel rapportarci a tutta quella gente che vive in piccole capanne e dorme a terra ai bordi dei marciapiedi. Ma vi assicuro che la luce dei loro occhi, i sorrisi pieni d’amore, gli sguardi incuriositi e timidi dei bambini dei villaggi, la loro ospitalità nel volerti offrire con il cuore proprio tutto quello che hanno, anche se poco, ti ripaga immensamente e ti fa dimenticare tutti i disagi e le ore che impieghi per spostarti da un villaggio all’altro. Puoi partecipare ai loro riti, tipo la danza del fuoco al tramonto sul fiume Gange con i tantissimi fiori colorati e le candele che vengono affidate al fiume esprimendo un desiderio, senza la paura che qualcuno ti guardi strano. Quando non sai bene cosa fare perché non capisci la loro lingua, con un sorriso ed una mano sulla spalla ti fanno capire e ti mettono a tuo agio. Sono cose difficili da spiegare, che bisognerebbe provare sulla propria pelle. L’India è il mondo degli opposti, delle differenze estreme, ma con al centro la perfetta armonia……. Io sono felice di aver conosciuto tutto questo!

Leave a comment

Your comment